{"id":70,"date":"2023-11-01T16:16:46","date_gmt":"2023-11-01T16:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=70"},"modified":"2023-11-01T16:16:47","modified_gmt":"2023-11-01T16:16:47","slug":"dalla-censura-a-ngl-quando-lanonimato-diventa-tossico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=70","title":{"rendered":"Dalla censura a NGL: quando l&#8217;anonimato diventa tossico"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell&#8217;era digitale, il velo dell&#8217;anonimato si erge come una doppia lama, celando segreti preziosi e nascondendo minacce nell&#8217;oscurit\u00e0 dei server e delle identit\u00e0 virtuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, infatti, esso permette ai cosiddetti utenti di nascondersi ed esprimere pareri o posizioni pi\u00f9 o meno discutibili. Dall&#8217;altro consente di sentirsi maggiormente tutelati e al sicuro. Ci\u00f2 \u00e8 un bene e un male allo stesso tempo, letteralmente una spada di Damocle a doppio filo che pende sulla testa della nostra societ\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ll momento in cui si \u00e8 iniziato a sentire la necessit\u00e0 oggettiva dell&#8217;anonimato \u00e8 stato nel 1700, quando, per timore di censura e persecuzione, si inizi\u00f2 a scrivere e pubblicare opere con pseudonimi, o in forma anonima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anonimato nasce, quindi, da un sentimento di paura, dall&#8217;esigenza di sicurezza e dal timore di essere perseguitati per la propria idea. Si tentava di comunicare ed esprimere una considerazione, una posizione, un ragionamento a una platea, a un pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, invece, l&#8217;anonimato viene usato perlopi\u00f9 per mandare messaggi, porre domande, oppure offendere, denigrare il prossimo, con la consapevolezza di poter non essere rintracciati dal destinatario, o evitando che questo possa scoprire l\u2019identit\u00e0 dell\u2019autore del messaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tal senso si \u00e8 passati, di fatto, dalla volont\u00e0 di esprimere un concetto ragionato a un pubblico, alla volont\u00e0 di dire qualcosa di istintivo al singolo. Questo evitando persecuzione da un lato, e conseguenze dall&#8217;altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Potremmo sostenere che si \u00e8 appiattita la capacit\u00e0 comunicativa, espressiva o di pensiero, ma in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 lecito domandarsi quale sia il grado di maturit\u00e0 intellettuale delle persone che utilizzano siti o social in cui \u00e8 possibile inviare domande o messaggi in modo completamente anonimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, sia ben chiaro, nessuno dice che inviare messaggi anonimi sia sbagliato o che i siti di cui parleremo siano pericolosi, anche perch\u00e9 qualsiasi cosa pu\u00f2 essere utilizzata per scopi nobili o disdicevoli. Basti pensare al nucleare, che pu\u00f2 essere impiegato a livello civile per produrre energia, o a livello bellico per fabbricare bombe atomiche.<br>L&#8217;intento di questo articolo, insomma, \u00e8 semplicemente quello di analizzare un uso che viene fatto di questa tipologia di social, andando a ripercorrere le principali forme di anonimato, gli utilizzi impropri che ne vengono fatti e le conseguenze che hanno o hanno avuto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In passato, soprattutto prima di internet, a molti \u00e8 (o sar\u00e0) capitato di ritrovare o lasciare nello zaino di qualcuno un messaggio. Avete presente il classico bigliettino che i bambini scrivono su un foglio di carta, e che successivamente mettono nella cartella del compagno o compagna per cui hanno una cotta? Ecco, quel semplice gesto, che a tratti potrebbe sembrare ingenuo, in realt\u00e0 nasconde un forte romanticismo. In esso, infatti, vi \u00e8 sia la razionalit\u00e0 del bambino nel mettere su carta quelli che sono i propri sentimenti, attraverso parole, disegni e con le classiche caselle &#8220;SI&#8221; &#8220;NO&#8221; da sbarrare; sia il coraggio di rischiare di essere scoperto sul fatto, pur di vedere la reazione del destinatario, o destinataria, del messaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel piccolo mondo dei bambini, insomma, il messaggio anonimo non \u00e8 altro che un&#8217;azione introspettiva, in cui il piccolo autore acquista consapevolezza della propria interiorit\u00e0, e al tempo stesso si mette in gioco in prima persona per recapitare il bigliettino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni per\u00f2 passano, e i bambini diventano adolescenti e, almeno anagraficamente, adulti. In questa fase, e in questi anni, con l&#8217;avvento dei social si \u00e8 assistito a una vera e propria rivoluzione tecnologica e sociale che, in larga parte, ha favorito la globalizzazione.<br>Tutto \u00e8 diventato veloce e immediato. In questo contesto, l\u2019errore e la relativa perdita di tempo sono divenuti sempre pi\u00f9 intollerabili, rendendo la sicurezza che tutto vada come programmato una vera e propria necessit\u00e0 sociale sempre pi\u00f9 pregnante. Il messaggio anonimo, che in precedenza abbiamo chiamato bigliettino, e che per i meno giovani poteva essere una dedica romantica adolescenziale, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere consegnato \u201ca mano\u201d per vari motivi: non consente, infatti, di essere certi della ricezione, non vi \u00e8 sicurezza nel riuscire a non essere \u201cbeccati\u201d e&nbsp; richiede troppo tempo tra stesura, valutazione dell\u2019occasione e consegna.&nbsp;<br>In questo contesto nacquero le prime piattaforme anonime, tra cui &#8220;Ask.fm&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 una piattaforma (leggasi sito) social, che permetteva (e permette) di inviare domande anonime a chiunque avesse creato un profilo. Questo veniva spesso collegato tramite link al profilo Facebook, in modo da raggiungere gli \u201camici\u201d (o contatti Facebook) che erano sulla piattaforma, creando vere e proprie reti sociali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le funzionalit\u00e0 di Ask.fm sono molteplici: dal classico \u201clike\u201d, all&#8217;invio di badge per i profili ritenuti pi\u00f9 interessanti dagli utenti, fino alla possibilit\u00e0 di rispondere agli anonimi con foto o video. Questa ebbe successo perch\u00e9 permise l\u2019invio di messaggi anonimi da casa, con un click, garantendo il pieno anonimato. Rispondeva, in altre parole, alle esigenze di sicurezza, certezza e immediatezza di cui abbiamo parlato precedentemente.<br><br>Come abbiamo gi\u00e0 detto, tuttavia, il problema delle cose non \u00e8 ci\u00f2 che permettono di fare, ma ci\u00f2 per cui poi vengono sfruttate.<br>In breve tempo, infatti, quelli che inizialmente dovevano essere messaggi di vicinanza, d\u2019amore o semplicemente di curiosit\u00e0 e, perch\u00e9 no, di sostegno e vicinanza, iniziarono a lasciare il posto a messaggi di calunnia, denigratori, di odio e persino degradanti per la persona. Dopo il 2010, conseguentemente, si inizi\u00f2 a parlare di cyberbullismo (quando l\u2019atto avviene tra minori) e cybermolestia (quando l\u2019atto avviene tra adulti o tra adulto e minore), riferendosi alla pratica del &#8220;bullismo digitale&#8221; in relazione ad alcuni casi di suicidio giovanili avvenuti dopo la ricezione di minacce e messaggi denigratori mediante queste piattaforme. Nel novero dei siti pi\u00f9 discussi e considerati responsabili del fenomeno vennero indicati Ask.fm e l\u2019allora Twitter.<br>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginate un adolescente, magari gi\u00e0 vittima di bullismo, che arriva a casa e, per distrarsi e rilassarsi, accende il computer o prende in mano il proprio telefono come fanno tutti i ragazzi. Immaginate poi che, senza nemmeno rendersene conto, sullo schermo si ritrovi una sfilza continua di messaggi d&#8217;odio, offese, minacce e prese in giro. Immaginate, adesso, che questo accada ogni singolo giorno, tutti i giorni, come un eterno loop.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, questo \u00e8 il cyberbullismo, un fenomeno per cui chi ne \u00e8 vittima viene costantemente preso di mira, insultato, denigrato, fatto sentire solo e svilito in continuazione tramite internet, a prescindere dal luogo, dall\u2019orario o dalle persone con cui \u00e8 in compagnia la vittima.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa dell&#8217;anonimato il malcapitato non pu\u00f2 neppure sapere a chi rispondere, a chi addebitare quei messaggi, e finisce per non farlo, subendo in silenzio e incassando un colpo alla volta fino, purtroppo, ad esplodere emotivamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggigiorno, a una decina abbondante di anni di distanza, sono cambiate le piattaforme pi\u00f9 in voga, sono cambiati i provvedimenti legislativi per arginare questo tipo di fenomeni e le tecniche investigative. I problemi, tuttavia, appaiono tutt\u2019altro che risolti.<br>Internet con il passare del tempo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 un luogo di scontro, anzich\u00e9 un luogo di confronto e condivisione. Attualmente, infatti, tutti si considerano in grado di commentare e comprendere tutto, sicuri delle proprie posizioni e pronti a difenderle a spada tratta non risparmiando offese o sentenze indebite su questo o quell\u2019argomento, o su questa o quella persona. Nel 2015, Umberto Eco, quasi profeticamente sostenne che \u201cI social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettivit\u00e0. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel\u201d. A ben vedere, con il senno di poi, seppur con parole forti, aveva indicato il \u201cre nudo\u201d del mondo virtuale, ossia l\u2019utilizzo dei social contrario rispetto a quello per cui erano stati progettati. Internet, di fatto, \u00e8 diventata una pubblica piazza in cui riversare frustrazioni, paure pi\u00f9 o meno razionali e sfogare la proprie ansie, ricevendo indietro lo stesso trattamento e andando conseguentemente a non far altro che accrescere quel malessere da gettare nel mondo virtuale.<br><br>L\u2019inasprirsi dei toni, \u00e8 bene sottolinearlo, non riguarda solo gli adolescenti, ma anche gli adulti. Uno dei grandi cambiamenti avvenuti nell\u2019ultima decade \u00e8, infatti, l\u2019avvicinamento ai social da parte delle generazioni gi\u00e0 adulte, nate nel boom economico degli anni \u201860 (e per questo chiamati \u201cboomer\u201d). Con l\u2019approdo di questi ultimi su Facebook, i giovani sono migrati in massa verso altri social, uno su tutti Instagram.<br><br>In generale il clima sui social non ha fatto altro che farsi man mano pi\u00f9 teso e tossico, portando le persone a dare sempre meno peso alle parole e al fatto che chi le riceve non \u00e8 un profilo, una foto, ma una persona con sentimenti, emozioni e interessi come qualsiasi altra.<br>L\u2019anonimato, intanto, \u00e8 tornato di moda da pochi anni grazie a nuove piattaforme, tra cui NGL, ossia una piattaforma usata dai giovani per inviare e ricevere messaggi in anonimo. Questa rispetto ad Ask.fm possiede molte meno funzioni, risultando pi\u00f9 semplice e accattivante, grazie anche ad un design pi\u00f9 minimal. NGL viene collegata, dagli utenti, ai propri profili instagram mediante lo stesso sistema di link utilizzato per collegare Facebook con Ask.fm, quasi a dire che tutto cambia ma, se ridotto in minimi termini, quel tutto resta uguale.<br><br>Questo ritorno all\u2019uso dell\u2019anonimato, unito alla volgarizzazione della comunicazione digitale, e posto accanto all\u2019irrisolto problema del cyberbullismo, ha iniziato a produrre una nuova \u201ctendenza\u201d, ossia quella di fare proposte sessuali esplicite a ragazze e\/o ragazzi di qualsiasi et\u00e0 mediante le piattaforme anonime. Tale genere di proposte va a colpire persone con cui il mittente spesso non ha nemmeno mai parlato, forte del fatto che tanto non potr\u00e0 essere scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Appellarsi al classico e banalissimo \u201cbasterebbe non registrarsi o usare quelle piattaforme\u201d, non pu\u00f2 essere la risposta perch\u00e9, come abbiamo sottolineato precedentemente, il problema non \u00e8 la piattaforma, ma l\u2019utilizzo che ne viene fatto.<br>Per evidenziare la superficialit\u00e0 di questo tipo di risoluzione, vogliamo proporla in un altro contesto: \u201cogni giorno, secondo i dati ISTAT, in Italia muoiono ogni giorno 9 persone sulle strade e 2 persone sul posto di lavoro. Annualmente muoiono, quindi, 3.285 persone guidando e 730 lavorando. Basterebbe smettere di guidare l\u2019auto e di lavorare per non far piangere quasi 4.000 famiglie all\u2019anno\u201d. Ecco, appare lampante, in questo esempio, che il problema non \u00e8 la macchina o il lavoro, che sono imprescindibili per la vita quotidiana o quasi, ma l\u2019utilizzo del lavoratore (in termini per esempio di condizioni del lavoro), e dell\u2019uso dell\u2019auto (in termini ad esempio di rispetto delle norme stradali) a risultare determinanti e a dover essere attenzionate attraverso provvedimenti migliorativi e campagne di sensibilizzazione ove possibile. In modo analogo ritroviamo lo stesso discorso nell\u2019anonimato delle piattaforme sopracitate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principale problema di queste piattaforme \u00e8 che si corre il rischio di una vera e propria repressione della maturit\u00e0 dell\u2019individuo, considerato che queste sono usate da minori e giovani in generale, i quali devono ancora formare o migliorare il proprio senso critico e crescere a livello di maturit\u00e0 intellettuale.<br>Nel precedente esempio dei bambini che consegnano di nascosto un bigliettino, abbiamo evidenziato la componente dell\u2019attesa al fine di osservare la reazione del destinatario. Quella reazione esprime la accettabilit\u00e0 sociale del messaggio, perci\u00f2 \u00e8 un momento educativo. Specifichiamo che non \u00e8 la risposta di per s\u00e9 a risultare educativa, ma lo \u00e8 l\u2019espressione facciale e il significato che il bambino riconosce nella stessa.<br>In misura maggiore, la stessa identica cosa avviene nel contatto faccia a faccia. Chiunque decida di comunicare un messaggio forte ad un altro soggetto, deve essere pronto alle relative conseguenze, attese o meno che siano. La reazione di chi riceve il messaggio verbale \u00e8, per il primo, fonte di educazione.<br>Questo aspetto, invece, \u00e8 completamente assente nell\u2019utilizzo improprio di siti, o social, come NGL, in quanto viene eliminato completamente il senso di responsabilit\u00e0 del mittente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In ultima istanza, tale meccanismo possiamo ricondurlo all\u2019esperimento dello psicologo Stanley Milgram, il quale arruol\u00f2 40 individui dai diversi profili socioprofessionali per sottoporli ad un test sull\u2019obbedienza. Questi, uno alla volta, ebbero il compito di tirare delle leve su incitamento di un \u201cinsegnante\u201d, le quali avrebbero generato delle scariche elettriche crescenti su un \u201cstudente\u201d ogni qual volta questo avesse sbagliato a rispondere a un determinato quesito.<br>Le scariche elettriche, ovviamente, erano finte e colui che avrebbe dovuto subirle, in realt\u00e0, simulava di riceverle, inscenando sintomi (variabili dai tremori allo svenimento) in base al voltaggio ricevuto. In poche parole tale esperimento dimostr\u00f2, tra le altre cose, che il grado di obbedienza nel dare le scariche variava in base alla distanza tra insegnante e individuo, e tra individuo e \u201cstudente\u201d. In particolar modo, nel momento in cui l\u2019individuo non poteva vedere lo \u201cstudente\u201d, il 65% dei partecipanti azion\u00f2 la leva della massima scarica elettrica.<br>Ci\u00f2 ci d\u00e0 un ottimo riscontro su quanto il contatto visivo con la persona che subisce il torto sia importante tra gli adulti nel caso del sopracitato esperimento, quanto tra i giovani nel caso dell\u2019anonimato online, e in particolar modo come esso sia determinante nella regolazione del proprio comportamento.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Arginare il fenomeno, che si tratti di cyberbullismo, oppure di cybermolestia, \u00e8 veramente difficile per via delle insidie e delle difficolt\u00e0 educative che presentano questi fenomeni. Un buon punto di partenza, allora, potrebbe essere tendere all\u2019alfabetizzazione digitale degli adulti, che possano effettuare un controllo consapevole e autorevole ma non autoritario. Dall\u2019altra parte ci\u00f2 permetterebbe di dedicare un maggior occhio di riguardo all\u2019educazione dei minori sull\u2019utilizzo di queste piattaforme, integrando le azioni delle campagne di sensibilizzazione sul tema all\u2019azione repressiva degli organi statali.<br>Cos\u00ec facendo: le prime avranno il solo compito di divulgare e condividere esperienze sull\u2019argomento che accrescano la consapevolezza collettiva; i secondi, invece, avranno il compito di reprimere le azioni contrarie alla legge.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Fonti:<br><\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/?v=1051288018751149\">Opinione di Umberto Eco sui social network (Video)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/seigradi.corriere.it\/2013\/08\/10\/che-cose-ask-fm-il-social-network-al-centro-delle-polemiche-per-il-cyberbullismo\/\">Che cos\u2019\u00e8 Ask.fm, il social network al centro delle polemiche per il cyberbullismo (Corriere della Sera)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/www.aiafrivista.it\/Bullismo-e-cybermolestie-nell-adolescenza\">Bullismo e Cybermolestie nell\u2019adolescenza<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.aiafrivista.it\/Bullismo-e-cybermolestie-nell-adolescenza\"><br><\/a><a href=\"https:\/\/intreccio.eu\/cyberbullismo\/\">Cyberbullismo e cybermolestia (Intreccio.eu)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/www.psypedia.it\/lesperimento-di-stanley-milgram-lobbedienza-alla-autorita\/\">Esperimento di Milgram (Psypedia)<br><br><br><\/a><strong>Per approfondire:<\/strong><br><a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/il-suicidio-in-diretta-del-tiktoker-bolognese-il-cyberbullismo-nuove-dipendenze-isolamento-sociale-e-disregolazione-emotiva-ne-parliamo-con-rosa-castelluccio\/\">Il suicidio in diretta del TikToker bolognese, il cyberbullismo, nuove dipendenze, isolamento sociale e disregolazione emotiva. Ne parliamo con Rosa Castelluccio (Orizzontescuola.it)<\/a><br><br><a href=\"https:\/\/cyberbullismo.wordpress.com\/2016\/02\/02\/ask-fm-una-piattaforma-social-controversa\/\">Ask.fm: una piattaforma controversa (cyberbullismo.com)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/guide\/cyberbullismo#par1\">Cyberbullismo guida giuridica (Altalex)<br><\/a><br><a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/bullismo-e-cyberbullismo\">Bullismo e Cyberbullismo (Miur)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Prova-dirmelo-guardandomi-negli-occhi\/dp\/8811602564\">Prova a dirmelo guardandomi negli occhi (Libro)<br><br><\/a><a href=\"https:\/\/www.saraadami.com\/cyberbullismo-combatterlo-significa-vivere\">Cyberbullismo, combatterlo significa vivere (Sara Adami)<br><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripercorriamo le principali forme di anonimato, gli utilizzi impropri che ne vengono fatti e le conseguenze che hanno.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-70","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70\/revisions\/71"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}