{"id":72,"date":"2023-11-01T16:20:00","date_gmt":"2023-11-01T16:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=72"},"modified":"2023-11-01T16:20:01","modified_gmt":"2023-11-01T16:20:01","slug":"la-deriva-politica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=72","title":{"rendered":"La deriva politica italiana"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi decenni, l\u2019Italia ha affrontato, e sta affrontando, una deriva politica che ha scosso le fondamenta del sistema statale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La deriva assunta dalla politica italiana non \u00e8 un fenomeno propriamente recente. Da decenni, infatti, spesso sentiamo frasi come \u201cdestra o sinistra sono tutti uguali\u201d, oppure \u201c\u00e8 tutto un magna-magna\u201d, o ancora \u201cfanno come vogliono\u201d. Insomma, le classiche frasi che dimostrano una mancanza di fiducia nelle istituzioni, o almeno nella capacit\u00e0 delle persone da cui esse sono rappresentate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 chiedersi perch\u00e9 vi sia una tale mancanza di fiducia, dato che la pretesa di avere migliori governi \u00e8 alta; e soprattutto, perch\u00e9 il livello si abbassa se la pretesa di maggior qualit\u00e0 aumenta?<\/p>\n\n\n\n<p>Per rispondere a questi interrogativi in modo semplice, non possiamo non citare Gaber, il quale in uno dei suoi tanti monologhi, con ironia ci dice che \u201cla democrazia non \u00e8 nemica della qualit\u00e0. \u00c8 la qualit\u00e0 che \u00e8 nemica della democrazia. Mettiamo come paradosso che un politico sia un uomo di qualit\u00e0. Mettiamo anche che si voglia mantenersi a livelli alti. Quanti lo potranno apprezzare? Pochi, pochi ma buoni. No, in democrazia ci vogliono i numeri, e che numeri. Bisogna allargare il consenso, scendere alla portata di tutti. Bisogna adeguarsi. E un\u2019adeguatina oggi, un\u2019adeguatina domani&#8230; e l\u2019uomo di qualit\u00e0 a poco a poco ci prende gusto&#8230; e \u201ctac\u201d, un\u2019altra abbassatina&#8230; poi ce n\u2019\u00e8 un altro che si abbassa di pi\u00f9, e allora anche lui&#8230; \u201ctac\u201d&#8230; \u201ctac\u201d&#8230; ogni giorno si abbassa di cinque centimetri\u2026E cos\u00ec, quando saremo tutti scemi allo stesso modo, la democrazia sar\u00e0 perfetta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo tra le righe, quindi. negli anni \u201890 Gaber ci anticipa il cosiddetto fenomeno del \u201cpopulismo\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo evitare tecnicismi e definizioni che potrebbero risultare complesse, possiamo dire che il populismo non sia altro che quel fenomeno per cui si propongono soluzioni facili a problemi complessi, cercando di convincere l\u2019elettore al voto di pancia. In altre parole potremmo riassumere dicendo che il populismo \u00e8 l\u2019arte di \u201cdire quello che l\u2019elettorato vuole sentirsi dire per ottenere il voto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La pretesa popolare di governi vicini ai problemi dei cittadini, a partire dal 1992, ha portato i leader politici a fare campagne elettorali e interventi sempre pi\u00f9 orientati al mero consenso, facendo venir meno la funzionalit\u00e0 delle promesse fatte.<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo una rapida carrellata, infatti, da fine anni \u201890 a oggi, abbiamo assistito all\u2019ascesa di promesse e slogan (puntualmente disattese al termine delle elezioni) di vario tipo: dal classico \u201cabbasseremo le tasse\u201d al &#8220;rottamiamo la vecchia classe dirigente\u201d, passando per \u201cmai con questo o quel partito\u201d, fino a \u201cprima gli italiani\u201d o \u201cchiudiamo i porti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da destra a sinistra, le proposte si sono abbassate man mano di qualit\u00e0, sia in termini di funzionalit\u00e0, che di efficacia, e il risultato di questa tendenza \u00e8 chiaro.<br>Basti pensare che, nelle cosiddette \u201cElezioni terremoto\u201d del 1992, l\u2019astensionismo raggiunse il 17,4% (record per l\u2019epoca) in segno di protesta e disaffezione contro i partiti di quel periodo. Questo dato all\u2019epoca fu ritenuto altissimo, in quanto batt\u00e9 il precedente record storico del 1987. Guardando, tuttavia, i dati della tornata elettorale 2022, scopriamo che il dato \u00e8 36,2%. Ci\u00f2 ci testimonia, nei fatti, come la disaffezione e lo scarso coinvolgimento nelle dinamiche politiche sia dilagante e continua, nonostante i vani tentativi di utilizzare argomenti semplici al fine di conquistare l\u2019elettorato.<\/p>\n\n\n\n<p>A pesare, inoltre, vi \u00e8 il clima politico che si respira, e che viene trasmesso continuamente dai media. Se partiamo dal presupposto per la politica sia l\u2019arte del mettere in secondo piano le differenze, al fine di fare il bene comune, possiamo tranquillamente affermare che i continui rimpasti di Governo e i Governi di \u201clarga intesa\u201d, hanno accentuato e inasprito fino allo stremo i rapporti nel Parlamento incidendo sul dialogo tra i partiti stessi, in una realt\u00e0 gi\u00e0 storicamente frammentata come quella italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo rispondere agli interrogativi da cui siamo partiti, potremmo riassumere quanto detto fin qui affermando che l\u2019astensionismo, e la deriva politica, abbiano tra le loro principali cause l\u2019incoerenza dei partiti e la loro incapacit\u00e0 di mantenere la parola data agli elettori, oltre che l\u2019incapacit\u00e0 di dialogo nelle sedute parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, per quanto sicuramente valida, questa visione risulta qualunquista dato che viene criticato solo uno degli attori politici che operano nel sistema elettorale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spostando, infatti, l\u2019attenzione sull\u2019elettorato, emerge come questo sia incline a farsi coinvolgere e convincere dagli slogan, e come spesso l\u2019elettore medio preferisca la soluzione semplice non realizzabile, ma rasserenante, piuttosto che la proposta complessa ma realizzabile. Per lo stesso principio, infatti, l\u2019elettore medio tende a non leggere i programmi elettorali del proprio partito affidandosi alle parole del leader carismatico di turno, senza conoscere altri membri del partito stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, non conoscendo il programma del proprio partito, l\u2019elettore non potr\u00e0 essere in grado di verificare la fattibilit\u00e0 (e la sostenibilit\u00e0 economica) delle politiche che questo vuole attuare, andando di fatto alle urne completamente privo di un pensiero critico. A ci\u00f2 possiamo aggiungere un altro problema, ossia il fatto che seppur venisse letto, la maggioranza degli elettori non dispone delle competenze, o del tempo, necessari per effettuare una analisi critica e oggettiva di quanto proposto dal partito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 innesca, successivamente, quanto gi\u00e0 descritto: il partito (o la coalizione) di turno vince, disattende le promesse (irrealizzabili) fatte in campagna elettorale deludendo i propri elettori, si genera sfiducia verso il sistema politico e man mano l\u2019affluenza alle urne cala.<br>In conclusione, possiamo affermare che la deriva della politica italiana e il conseguente calo di fiducia \u00e8, di fatto, un problema complesso che ha cause su pi\u00f9 livelli, infatti riguarda elettori ed eletti. Questo perch\u00e9, vi \u00e8 da un lato l\u2019incapacit\u00e0 di analisi critica oggettiva delle proposte e la contemporanea pretesa di avvicinamento alle difficolt\u00e0 quotidiane; dall\u2019altra vi \u00e8 la propensione a semplificare eccessivamente i problemi, perdendo di vista le cause scatenanti, e la tendenza a un eccessivo conflitto politico, la quale generalmente porta solo a confusione e a un clima di perenne campagna elettorale. Questi problemi, per come esposti, possono sembrare ben distinguibili, ma in realt\u00e0 sono in stretta connessione tra loro e tendono ad alimentarsi e a innescarsi vicendevolmente in un inesorabile circolo vizioso. Dobbiamo, in ultima istanza, menzionare i continui scandali economico-finanziari e i legami (presunti e\/o dimostrati) con associazioni di stampo mafioso, che spesso vanno a ledere non solo l\u2019immagine del singolo politico o partito di turno, ma inficiano anche la credibilit\u00e0 dell\u2019intero sistema politico, generando un appiattimento del dialogo e delle richieste tra la comunit\u00e0 e le istituzioni politiche, e il conseguente inasprimento dei rapporti tra partiti, e tra partiti ed elettori.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si spiega il distacco tra popolo e partiti in un momento storico in cui sarebbe richiesta la massima coesione tra i due ?<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-72","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72\/revisions\/73"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}