{"id":80,"date":"2025-07-21T17:10:28","date_gmt":"2025-07-21T17:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=80"},"modified":"2025-07-21T17:15:08","modified_gmt":"2025-07-21T17:15:08","slug":"leggi-a-perdere-il-decreto-sicurezza-bocciato-dalla-giurisprudenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leditorialeonline.it\/?p=80","title":{"rendered":"Leggi a perdere: il Decreto Sicurezza bocciato dalla giurisprudenza"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle ultime settimane un documento giuridico ha iniziato a circolare tra addetti ai lavori e osservatori istituzionali, con un peso che va ben oltre la consueta analisi tecnica: la Relazione n. 33\/2025 della Corte di Cassazione. Pubblicata il 23 giugno 2025 dall\u2019Ufficio del Massimario e del Ruolo, la Relazione ha acceso un faro, tanto analitico quanto critico, sul cosiddetto \u201cDecreto Sicurezza\u201d, il decreto legge 48\/2025, convertito senza modifiche nella legge 80\/2025, mettendo nero su bianco dubbi, vulnerabilit\u00e0 e potenziali illegittimit\u00e0 che rischiano di lasciare un segno duraturo nel dibattito istituzionale. A scanso di equivoci, tale relazione non \u00e8 un atto giuridicamente vincolante, certo, tuttavia rappresenta comunque una guida autorevole per la futura giurisprudenza e un chiaro segnale d\u2019allarme per il Legislatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore pulsante delle critiche si concentra sull\u2019articolo 18, una norma che riscrive da cima a fondo la legge 242\/2016 sulla canapa industriale. Laddove un tempo vi era un quadro di certezze normative, fondato su criteri di chiarezza e sicurezza giuridica per la produzione di cannabis con tenore di THC inferiore allo 0,2%, ora subentra un divieto generalizzato che cancella in un sol colpo importazione, detenzione, trasformazione e commercio di prodotti derivati dalla canapa, incluse infiorescenze, oli e resine. Ogni infrazione diventa automaticamente materia penale, con impatti drastici sulla libert\u00e0 personale e sul tessuto imprenditoriale del settore agricolo e commerciale, tessuto che era andato a espandersi e svilupparsi proprio a partire dalla legge del 2016. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la Suprema Corte, manca completamente il requisito di \u201cstraordinaria necessit\u00e0 e urgenza\u201d che dovrebbe giustificare l\u2019uso dello strumento del decreto legge, come impone l\u2019articolo 77 della Costituzione. L\u2019Ufficio del Massimario della Cassazione, nella relazione 33\/2025, parla esplicitamente di \u201cdecretazione d\u2019urgenza\u201d per riferirsi a questo tipo di interventi normativi, sottolineando come tale forma, cio\u00e8 l\u2019adozione del decreto legge, debba restare un\u2019eccezione e non diventare prassi ordinaria. Ma non \u00e8 tutto: viene messo in discussione anche il rispetto del principio di legalit\u00e0, tutelato dall\u2019articolo 25 Cost., perch\u00e9 una prassi da anni ritenuta lecita viene trasformata in reato, senza definire con precisione i contorni della condotta punibile. Il risultato \u00e8 un\u2019impostazione normativa che rischia di produrre effetti retroattivi, connotati da arbitrariet\u00e0 e assenza di prevedibilit\u00e0, come sarebbe invece richiesto dal dettato costituzionale.<br>Sul piano europeo, la Relazione richiama direttamente la sentenza Kanavape del 2020 della Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea, che ha sancito il principio secondo cui la canapa e i suoi derivati, comprese le infiorescenze, possono essere liberamente commercializzati se provengono da variet\u00e0 autorizzate e rispettano i limiti di THC. Questo crea un evidente cortocircuito tra diritto interno e diritto comunitario, con potenziali ricadute non solo normative, ma anche economiche e diplomatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la canapa \u00e8 solo uno dei fronti aperti. Il \u201cDecreto Sicurezza\u201d viene passato al setaccio per il suo ricorso sistematico alla repressione penale: introduce nuove fattispecie di reato, come l\u2019occupazione arbitraria di immobili, il blocco stradale anche pacifico e la rivolta nei Centri di Permanenza per i Rimpatri, e inasprisce le pene per comportamenti spesso marginali o privi di offensivit\u00e0 reale. La Corte di Cassazione mette in discussione la compatibilit\u00e0 di queste misure con il principio di offensivit\u00e0, affermato dalla Corte Costituzionale (sent. n. 360\/1995) e ribadito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sent. n. 1235\/2003), stabilisce che il diritto penale non pu\u00f2 sanzionare condotte prive di concreta lesione o pericolo concreto per beni giuridici tutelati dall&#8217;ordinamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune disposizioni toccano direttamente i diritti costituzionali fondamentali, come la libert\u00e0 di manifestazione e di riunione, minacciata da una criminalizzazione del dissenso, anche in assenza di violenza. Altre aggravanti risultano scollegate dal contesto reale: \u00e8 il caso delle pene maggiorate per chi commette reati in prossimit\u00e0 di stazioni o metropolitane, anche se il luogo non ha alcuna relazione con la condotta. In gioco, secondo la Corte, c\u2019\u00e8 la ragionevolezza delle scelte legislative, che appare spesso compromessa da una logica di deterrenza cieca e generalizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo stesso con cui il decreto \u00e8 stato varato solleva interrogativi pesanti: l\u2019impressione, secondo la Relazione, \u00e8 che il Governo abbia utilizzato lo strumento del decreto legge per far passare in via d\u2019urgenza un disegno di legge gi\u00e0 in discussione, bypassando il confronto parlamentare e violando cos\u00ec l\u2019equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione. Anche la eterogeneit\u00e0 dei contenuti, si passa senza soluzione di continuit\u00e0 da misure sul terrorismo a norme sull\u2019ordinamento penitenziario o sull\u2019usura, mina la coerenza interna del testo e rende difficile giustificare la sua unit\u00e0 giuridica.<\/p>\n\n\n\n<p>La Relazione n. 33\/2025 \u00e8, di fatto, un atto di accusa strutturato e argomentato che mette in discussione l\u2019intera architettura del \u201cDecreto Sicurezza\u201d. Non \u00e8 solo una nota tecnica: \u00e8 un segnale politico, un invito al Parlamento e alla societ\u00e0 civile a riflettere sul confine tra sicurezza e repressione, tra urgenza normativa e abuso procedurale. \u00c8 un promemoria: le leggi non devono essere strumenti piegati alle strategie del momento, n\u00e9 scorciatoie per saltare il dibattito democratico. Perch\u00e9 quando il diritto viene forzato per assecondare il potere, \u00e8 la giustizia stessa a diventare fragile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondire:<br><a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rel.33-2025.pdf\">Rel.33-2025.pdf<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/2025\/06\/25\/decreto-sicurezza-la-relazione-del-massimario-della-corte-di-cassazione\/\">Decreto sicurezza: la relazione del Massimario della Corte di cassazione &#8211; Giurisprudenza penale<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/diritti\/la-cassazione-boccia-il-decreto-sicurezza-n63pmmah\">La cassazione boccia il decreto sicurezza<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una semplice relazione tecnica diventa un monito istituzionale sulla tenuta democratica del Paese.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-80","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions\/85"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leditorialeonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}